Regolazione livello acqua














Sistema brevettato per la regolazione del livello dell'acqua nella laguna di Venezia tramite la regolazione del flusso idrico nei suoi emissari.

Il sistema consta di tre innovativi sbarramenti mobili nei varchi della laguna di Venezia verso il Mare Adriatico, la bocca di porto del Lido, quella di Malamocco e quella di Chioggia.

Il flusso idrico è regolato in modo da mantenere condizioni di normalità nella laguna di Venezia, in presenza di maree che, almeno teoricamente, arrivino fino a 3 metri di altezza, intendendo per maree la combinazione di maree di origine gravitazionale, che si sommano con il simultaneo fenomeno dell'acqua alta a Venezia e nell'alto Adriatico, dovuto a venti da quadranti meridionali.

Nel caso più ragionevole e realistico che il sistema di regolazione del livello dell'acqua venga attualmente dimensionato per maree alte fino a 2,50 metri, esso in futuro potrà essere implementato per maree fino a 3 m, con costi modesti.

Ogni sbarramento è costituito da moduli in acciaio, trasportati in loco, dove vengono tra loro interconnessi per formare le dighe.

La diga nel suo complesso è una struttura mobile di dimensioni rilevanti, estremamente robusta che necessita di relativamente poca manutenzione, il suo sistema di vincolo è incomparabilmente più sicuro, robusto ed efficace rispetto a quello del Mose ( MOdulo Sperimentale Elettromeccanico ).

Nessuna parte dello sbarramento è infossata nel fondo del canale e quindi non si possono generare insabbiamenti dovuti appunto all'infossamento.

Non ci sono cerniere e cardini tradizionali che vincolano le dighe al suolo, i quali, nel tempo, possono subire danni anche gravi..

I moduli sono vincolati tramite speciali vincoli, i quali non risentono minimamente del moto ondoso, non ne sono danneggiati nemmeno nel lungo periodo e sostanzialmente non necessitano di manutenzione.

Il fondale viene innalzato di soli 40 cm entro una ristretta fascia sottostante lo sbarramento e perciò la navigazione non subisce sostanziali limitazioni.

Il sistema di regolazione dei flussi d'acqua permette la regolazione graduale e differenziata dei flussi idrici attraverso le diverse bocche di porto, permette quindi di regolare i flussi d'acqua all'interno della laguna, ed in definitiva permette di regolare la posizione delle linee di spartiacque dei bacini interni alla laguna riferiti ad ognuna delle bocche di porto, permette inoltre di regolare la velocità di ingresso dell'acqua in laguna attraverso ognuna delle bocche di porto.

Nei tre canali di accesso alla laguna, la regolazione differenziata della consistenza e della velocità dei flussi idrici permette in modo mirato di limitare, almeno in parte, l'erosione di fondali e rive nella laguna di Venezia e l'accumulo di sedimenti in emissari, canali intralagunari e rii. Questo argomento è ripreso e ampliato nella pagina che riguarda il ricambio dell'acqua nella laguna.

Nei secoli furono prese coraggiose e, in tutti i sensi, costose iniziative per regolare livelli e flussi delle acque in laguna. Non poche di queste iniziative nel tempo produssero effetti contrari alle aspettative. A grande merito dei Veneziani va il fatto che sempre furono capaci di riconoscere lucidamente gli eventuali inconvenienti che si verificavano e di provvedere pragmaticamente al superamento di tali inconvenienti.

E' difficile preconizzare con precisione quali possano essere realmente gli effetti della variazione di flussi idrici in laguna e quindi, per esempio, dove ed in quale misura diminuirà l'erosione di fondali e sponde ed in quale misura diminuirà l'insabbiamento dovuto alla deposizione di sedimenti.

Il sistema permette di regolare, gradualmente nel tempo, localmente ed anche nel complesso, la portata e la direzione dei flussi idrici attraverso le bocche di porto e nella laguna, esso è uno strumento duttile per conseguire, nel tempo, un settaggio pragmatico delle regolazioni dei flussi, sulla scorta degli effetti e dei risultati che vengono nel tempo man mano ottenuti e monitorati.

In un anno solare, già ora ed ancor più in futuro, ci sono periodi nei quali il ricambio dell'acqua della laguna è limitato o del tutto inibito dalle dighe le quali impediscono che l'acqua alta della laguna di Venezia si alzi oltre il livello di sicurezza. Ciò accadrà per qualunque tipo di sbarramento sarà realizzato.

Il diminuito ricambio di acqua in laguna provocherà gravi conseguenze sull'ecosistema della laguna e Venezia ne patirà particolarmente.

Il brevetto riguardante un sistema per il ricambio dell'acqua della laguna, può integrarsi con il brevetto che regola i flussi negli emissari.

Il progetto Sa.Ve. , che sfrutta entrambi i brevetti, garantisce che durante i periodi nei quali il flusso idrico nelle bocche di porto, da mare verso la laguna e viceversa, diminuisce a causa degli sbarramenti chiusi, il ricambio dell'acqua in laguna sia effettuato da un impianto idraulico.

Tale impianto genera flussi idrici da e per la laguna, quasi fisiologicamente naturali, in fase e sincroni con le maree in mare, anche nei periodi in cui il livello del mare per giorni consecutivi rimane costantemente più alto di quello della laguna.

Il sistema per il ricambio dell'acqua, integrato nel sistema per la regolazione del livello dell'acqua in laguna, permette di settare in modo preciso e puntuale i flussi idrici dentro la laguna.

Per il funzionamento del sistema del ricambio idrico è utilizzata solo ed esclusivamente energia rinnovabile prodotta dalle maree.

La navigazione attraverso gli emissari della laguna è sempre effettuabile, anche durante i periodi di acqua alta nella laguna di Venezia, durante i quali la laguna viene protetta.

Il progetto Sa.Ve. è inoltre predisposto per un sistema di generatori idraulici di energia integrati nelle dighe e per un sistema di stoccaggio di energia situato all'interno della laguna o ad essa prospiciente.

Il costo del progetto nel suo complesso è notevolmente inferiore a quello dell'attuale modulo sperimentale Mose.

E' possibile integrare il sistema di regolazione con attuali strutture del Mose, al fine di ottenere risparmi e recuperi di costi già sostenuti.